DOVE, COME E QUANDO ATTACCANO


Estratto da : Burgess, G.H. 1991.
Shark attack and the International Shark Attack File, pp. 101-105.
In: Gruber, S.H. (ed.). 1990.
Discovering Sharks, American Littoral Society, Highlands, New Jersey

In tutto il mondo, probabilmente, avvengono da 70 a 100 attacchi all'anno, di cui 5-15 mortali. Diciamo "probabilmente" perchè non tutti gli attacchi vengono resi noti; le nostre informazioni dai paesi del terzo mondo sono essenzialmente scarse, ed in altre aree ci si sforza di tenerli nascosti per paura di cattiva pubblicità.
Nel passato il ritmo delle morti era molto più alto di oggi, ma l'avvento di misure d'emergenza di pronto intervento ed il miglioramento dei trattamenti medici ha ridotto di molto le probabilità di morte. I numeri attuali degli attacchi stanno certamente crescendo ogni anno a causa dell'aumento dei bagnanti in acqua, ma non ci sono indicazioni del cambiamento della stima pro capite di attacchi. Molti avvengono nelle acque vicino alla riva, solitamente presso i litorali o in mezzo a strisce di sabbia dove gli squali mangiano e possono restare intrappolati durante la bassa marea. Sono facili siti di attacco anche quelle aree che scemano gradualmente verso il fondo. Gli squali si aggregano in queste zone perchè così fanno le prede di cui si cibano.
Ci sono tre tipi principali di attacchi non provocati. Il più comune e' il "mordi e fuggi" che avviene tipicamente in zone di frangenti con vittime tra i bagnanti ed i surfisti che vedono raramente il loro aggressore il quale sparisce dopo aver inferto un singolo morso e lasciando una ferita. In molti casi questo probabilmente genera errori di identificazione per le condizioni di scarsa visibilità e l'ambiente fisico non favorevole (frangere delle onde e forza della corrente).
Uno squalo che cacci in quelle condizioni deve decidere velocemente e muoversi con rapidita' per catturare le sue prede tradizionali. Quando queste condizioni ambientali difficili si sommano con la provocante presenza umana e le attività associate con i passatempi acquatici (schizzare, portare oggetti rilucenti, costumi da bagno con colori contrastanti, pigmentazione contrastante come quella delle piante dei piedi), non c'e' da sorprendersi che gli squali possano occasionalmente scambiare un essere umano con la sua preda abituale.
Noi sospettiamo che, mediante il morso, lo squalo realizzi rapidamente che l'uomo e' un oggetto sconosciuto, o che sia troppo grande, ed immediatamente molla la presa e non torna piu'. Alcuni di questi attacchi potrebbere anche essere in relazione alla comunicazione durante il pasto, come alcuni comportamenti di esemplari dominanti visti in molti animali terrestri. I danni alle vittime del "mordi e fuggi" sono limitati normalmente a lacerazioni relativamente piccole, spesso sulle gambe al di sotto del ginocchio e raramente pongono in pericolo di vita..
I tipi di attacco "urta e mordi" e "l'agguato", anche se sono meno frequenti, provocano più danni e molti con conseguenze letali. Di norma coinvolgono subacquei o nuotatori in acque qualche volta più profonde, ma in alcune aree del mondo avvengono vicino alla riva in acqua bassa.
Gli attacchi "urta e mordi" sono caratterizzati da movimenti circolari intorno alla vittima, che spesso viene urtata prima dell'attacco vero e proprio.
Gli attacchi "all'agguato" o da spia, si differiscono dal tipo precedente perchè l'urto avviene senza preavviso. In entrambi i casi e diversamente dal tipo "mordi e fuggi" sono frequenti attacchi ripetuti e normali morsi multipli o sostenuti. I danni provocati sono normalmente molto seri e frequentemente causano la morte.
Crediamo che attacchi del genere siano il risultato di pasti reali o comportamenti agonistici piuttosto che di errori di identificazione della preda.
Molti attacchi sono la conseguenza di disastri del mare, come incidenti aerei o naufragi, e probabilmente del tipo "urta e mordi" e "all'agguato".
Quasi ogni squalo dai due metri in avanti e' una potenziale minaccia per gli esseri umani. Tre specie, tuttavia, sono state indiziate come aggressori primari di esseri umani: il grande squalo bianco, lo squalo tigre, e lo squalo dello zambesi.
Hanno tutti una distribuzione cosmopolita, raggiungono grandi dimensioni e consumano prede grandi come i mammiferi marini, tartarughe marine e pesci come componente abituale della loro dieta. Queste specie probabilmente sono responsabili per la maggior parte degli attacchi "urta e mordi" e "tipo spia".
Anche altre specie, incluso il grande squalo martello, il mako pinna corta, il pinna bianco oceanico, il Galapagensis, e certi squali del reef (come lo squalo grigio del reef dei Caraibi), sono state coinvolte in questi due tipi di aggressione.
Sappiamo meno sulle strategie offensive del "mordi e fuggi" in quanto lo squalo e' osservato raramente ma è lecito assumere che siano coinvolte una vasta gamma di specie.