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Per dare un piccolo "assaggio" del
nuovo libro per i corsi, gustatevi questi paragrafi,
considerando che sono solo il 3% di quello che viene illustrato
nel libro e nel corso, questo per non togliervi l'emozione
d'imparare dal vivo delle nozioni che fino ad ora non sono mai
state ne scritte ne scoperte...
BIOLOGIA1:
Respirazione e spiracoli
:
Contrariamente a quanto avviene nei Cetacei che prendono
l’ossigeno respirando aria atmosferica, gli squali utilizzano
l’ossigeno disciolto nell’acqua, questa passando principalmente
per la bocca, fuoriesce dalle fessure che si trovano ai lati della
testa passando per gli organi adibiti alla respirazione, chiamate
“branchie”, dotate di lamelle fortemente vascolarizzate in grado
di trattenere l’ossigeno e nelle quali avviene lo scambio tra
ossigeno e CO².
Esistono tre meccanismi di respirazione: 1) respirazione a Jet,
dove il flusso d’acqua scorre attraverso le branchie, grazie al
movimento d’avanzamento dello squalo, ma anche quando è fermo
contro corrente (es: tutti gli squali grigi, mako, bianco,
smeriglio); 2) respirazione a pompa, qui l’acqua viene convogliata
sulle branchie attraverso movimenti ritmici della bocca anche
stando fermi (es: squalo toro, limone, pinna bianca del reef); 3)
respirazione con gli spiracoli, fori dietro gli occhi, non
presenti nei pesci ossei, dove l’acqua viene aspirata e pompata
direttamente sulle branchie (es: squalo angelo, tappeto, zebra).
CLASSIFICAZIONE1: Nascita del sistema
binomiale
- Molti anni fa le comunicazioni non erano così veloci come oggi,
a volte passavano anche mesi o in alcuni casi anni prima di poter
ricevere notizie di persone o cose lontane. A quei tempi molti
scienziati e botanici, avevano il grosso problema di trovare
determinate piante o minerali, che avevano i nomi dialettali più
strani e di conseguenza il più delle volte non arrivava mai
l’oggetto richiesto. Il primo che affrontò il problema fu Gaspard
Bahuin (Svizzera, 17 gennaio 1560 – 5 dicembre 1624) che nel 1596,
scrisse il “Pinax theatri botanici” in cui utilizzò un metodo di
sua invenzione per assegnare ad ogni pianta due nomi greco/latini
per quel determinato tipo di pianta. Bahuin fu quindi il vero
inventore di quel sistema che fu utilizzato in seguito e che
ancora oggi è utilizzato per chiamare le piante, gli animali e i
minerali con due nomi scientifici, questo metodo prese il nome di
“Nomenclatura Binomiale”.
RICONOSCIMENTO E SOMIGLIANZE:
Somiglianze tra squali e razze
- Partendo dalla
consapevolezza che non esiste nessuna specie di squalo chiamata
violino o chitarra, possiamo dire che, le razze, che sono
anch’essi pesci cartilaginei, vengono spesso confuse per degli
squali, è il caso del pesce violino (Rhinobatus
rhinobatus),
del pesce chitarra gigante (Rhynchobatus djiddensis) e del
pesce chitarra arcuato (Rhina ancylostoma). Esiste invece
lo squalo sega, di piccola taglia, che appartiene all’ordine
Pristioforiforme (Pristiophorus cirratus), confuso spesso
con il pesce sega (Pristis pristis) che invece è un
raiforme che può raggiungere grandi dimensioni.
DISTRIBUZIONE E COMPORTAMENTI:
Distribuzione delle specie
- Cinque sono i
principali fattori che influenzano la distribuzione delle specie
di squali nell’ambiente acquatico: la temperatura dell’acqua, la
profondità (e quindi la pressione), la prossimità delle coste,
l’illuminazione e il tenore salino. Sulla base della temperatura
si possono quindi identificare acque calde, temperate o fredde; la
profondità discrimina aree superficiali e bentoniche (di fondo),
dalle profondità abissali; mentre sulla base della “vicinanza alla
costa” si distinguono acque pelagiche (lontane dalla costa o al
“largo”) e neritiche (prossime alla costa); l’illuminazione
discrimina zone fotiche (illuminate) e afotiche (non illuminate);
mentre la differenza tra acque dolci ed acque salate è, invece,
evidente. Una determinata specie di squalo potrà quindi essere
allo stesso tempo pelagica, superficiale e di acque tropicali
quando, ad esempio, sia diffusa al largo e permanga
preferibilmente in prossimità della superficie di acque calde. Una
specie neritica, bentonica e di acque temperate tenderà, al
contrario, a stare in prossimità della costa e del fondale di
acque temperate.
DISPOSITIVI
ANTISQUALO: Dispositivi a gas
- E'
stato preparato anche uno strumento per l’inoculazione ipodermica
di gas che gonfiava, rendendoli inoffensivi, questi pesci ma,
anche così, la distanza ravvicinata necessaria per compiere questa
operazione la rendeva utile solo nel caso di squali non
particolarmente aggressivi, e quindi in definitiva un rimedio poco
efficace. Il dispositivo più famoso è il Farallon shark dart,
disponibile nella versione a pugnale con fondina in caviglia,
quello fissato su asta e quello per entrambe le funzioni. Il
dispositivo è formato da un ago cavo internamente con due fori in
punta e da un disco in coda. L’ago entra fino al disco che
impedendone l’ulteriore iniezione, fa scoppiare la carica a
CO²
facendo passare tutto il gas attraverso l’ago che fuoriesce dai
due fori, riempiendo di gas l’interno dell’animale fino alla sua
esplosione per gonfiaggio, una morte a dir poco atroce.
PESCA E
CONSERVAZIONE:
Convenzione di Washington -
Per proteggere non
solo gli squali ma anche altri animali, nasce il CITES:
Convention on International Trade in Endangered
Species of Wild Fauna and Flora = Convenzione sul commercio
internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche
minacciate di estinzione. La prima riunione, composta da soli 10
stati, avviene il 3 marzo del 1973 dove nasce la Convenzione di
Washington, con la prima stesura della legge che esce solo il 1°
luglio 1975. Ad oggi il CITES è composto da 172 stati (l’ultimo
entrato è il
Kyrgyzstan il 02/09/2007, l’Italia è stato il 52° il 31/12/1979),
si raduna ogni due/tre anni per discutere quali animali nel mondo
vadano protetti. Il suo regolamento è molto lungo e ha molti
capitoli, paragrafi, note e riferimenti per ogni specie e paese.
Durante ogni riunione, si prendono in esame le specie animali da
proteggere a seconda del reale rischio d’estinzione e si fa una
votazione, in caso positivo la specie proposta, si potrà inserire
in una delle tre appendici: I-II-III e che a loro volta avranno
uno dei quattro allegati: A-B-C-D. Per 28 anni il CITES ritiene di
non proteggere nessuna specie di squalo anche a causa della
negativa pubblicità fatta dai media, che illustravano gli squali
come animali da uccidere e non da proteggere. Dopo i tentativi
falliti dell’8a conferenza a marzo 1992 a Kyoto (Giappone),
nella 9a di novembre 1994 a Fort Lauderdale (USA) e la
10a del giugno 1997 ad Harare (Zimbabwe), finalmente nell’11a
conferenza, svoltasi dal 10 al 20 Aprile 2000 a Gigiri (Kenia),
viene protetto per la prima volta uno squalo! Lo squalo elefante
Cetorhinus maximus
(Gunnerus, 1745), viene inserito nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità Europee il 23 aprile 2001, in appendice III allegato C,
ma protetto solamente in Gran Bretagna e con il codice di
riferimento 609, che proteggeva non solo l’animale intero, ma
anche le sue pinne o parti di esso. Continua...
Questo non è niente in confronto alle nuove
informazioni che vengono illustrate durante il corso, ci sono
voluti 5 anni per metterle tutte insieme!
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