E' oramai in edicola da qualche giorno l'intervista che mi è stata fatta dal direttore della rivista SubAqva: Luca Pollini. L'articolo non parla solo dell'esperienza dell'ultimo viaggio che ho fatto a Isla Guadalupe (Messico-lato Oceano Pacifico), ma di un riassunto delle fasi che mi hanno portato dal 1983 ad appassionarmi agli squali.

Il 2006 è stato l'anno che ho dedicato alle immersioni con gli squali bianchi, sono stato a gennaio in Australia con Rodney Fox, a giugno in Sud Africa con Chris Fallows e a settembre in Messico con Doc Anes. Ho avuto molta fortuna, ma come dico sempre, la fortuna bisogna anche sapersela andare a cercare... 

Qui racconterò il fatto più eclatante che mi è capitato in questi anni, di quando uno squalo bianco maschio di 5 metri mi è venuto addosso mentre ero fuori dalla gabbia! Premessa: gli attacchi si dividono in due categorie, provocati>stimolati con del cibo o altro, non provocati>casuali. Non posso dire di aver avuto un attacco di squalo in quanto non mi è venuto addosso per mordermi ma solo perchè mi sono trovato nel punto sbagliato al momento sbagliato.

Mi trovavo durante il mio turno d'immersione in gabbia. Erano già due giorni che uscivo dalla gabbia senza nessun pericolo a parte le randellate sulla testa che mi arrivavano da Doc Anes quando mi vedeva fuori, usando il bastone lungo 5 metri che si utilizza per avvisare i sub che è ora di dare il cambio (5 minutes!).

Gli schemi di avvicinamento al cibo degli squali bianchi sono più o meno sempre gli stessi e con l'ottima visibilità che c'era avevo calcolato ogni rischio, e quindi sono uscito nuovamente. Lo squalo si avvicina da destra a sinistra verso il cibo e lo addenta. Dalla barca il ragazzo che tiene la cima in mano collegata al pesce (cibo) gli dà uno strattone e fa strappare di bocca il cibo allo squalo bianco. Sfortunatamente mi sono trovato in asse tra lo squalo-cibo-e ragazzo, di conseguenza lo squalo bianco che nel frattempo aveva cambiato tipo di visuale da colori> a elettrica (occhi girati e Ampolle del Lorenzini in priorità di ricerca) ha cominciato cercare il cibo davanti a se facendo una serie ripetuta di morsi venendomi addosso. Sono riuscito a fare solo 4 scatti senza flash mentre indietreggiavo con la mia NIKON 200D e custodia NIMAR, mentre mi spostavo sul lato sinistro dello squalo e mio lato destro per evitare di essere morsicato frontalmente. Ho riscontrato solo qualche colpo alla custodia della macchina fotografica senza danni, e un abrasione alla mano sinistra che era comunque protetta dai miei guanti MARES.

Ecco qui di seguito i 4 scatti che sono riuscito a fare mentre cercavo di non farmi mordere!

Ho organizzato un magnifico viaggio per fine maggio e spero veniate numerosi. Ric.St.Av.

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