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(Ieri, oggi e domani)
QUELLA VOLTA CHE ADDORMENTAI UNO SQUALO!
21 novembre 2003 – Marco D’Amico 
A colloquio con Riccardo Sturla Avogadri, presidente dell’associazione Shark Academy-onlus, grande appassionato di mare ed esperto sub www.sharkacademy.it

 In televisione su rai 3 ore 09:55 trasmissione "cominciamo bene animali & animali" Licia Colò e Riccardo Sturla Avogadri

 

21 novembre 2003 - Un uomo che da anni si batte per combattere il tabù, ed insegnare a conoscere ed a proteggere una specie a rischio di estinzione: gli squali. Ne studia il comportamento allo scopo di creare dispositivi e tecniche che li rendano inoffensivi, in modo da starci a contatto evitando ogni rischio.

Riccardo, quando è cominciata la tua passione smisurata per il mare?
La mia passione, per il mare è cominciata da bambino, in quanto abitavo sulla spiaggia a Porto San Paolo, vicino Olbia in Sardegna. Poi a 13 anni ho iniziato a fare il bagno con gli squali, in Polinesia vicino Tahiti, Bora Bora, Moorea e Rangiroa. Poi ho iniziato a fare regate in barca a vela e derive per 20 anni, mio padre mi aveva comperato nel. 1989 la barca da regata usata per la coppa america Azzurra, che è ancora di nostra proprietà.

Di quante persone è composto il tuo team e che tipo di lavoro portate avanti?
Qualche anno fa ho fondato un'associazione no profìt per la tutela dell'ambiente marino e degli squali, che ho chiamato Shark Academy. Oggi questa associazione vanta un team di esperti a livello mondiale come Carlo Silva direttore VENTADIVING, Dodo Tosca direttore MARES, Stefano Prandi direttore NIMAR, Marco Rovere direttore NIKON, Carmelo Cosseddu direttore BLU&SIRIO e gli esperti in biologia Valerio Manfrini, Primo Micarelli e Barbara, Pettinari, telemetria Zenone Dalla Valle, ricercatori Fabrizio Gioelli, Gildo Gavanelli, Marco Zuffa, Tiziano Storai press office Gianfranco De Muri, archivio e fossili Roberto Gioia, statistiche Gianluca Cugini, informatica Luca Cosseddu, Maurizio Cabras e Davide Savona istruttori sub e videoperatori, Jonny Chessa, Marco Predolin, Francesco Giustetto, Macao Perez e tanti altri. Con questa associazione onlus www.sharkacademy.it vogliamo ribadire che gli squali stanno nel gradino più alto della catena alimentare e controllano la proliferazione dei predatori, che bilancia l'ecosistema. Noi non vogliamo che altri squali vengano uccisi.

Qual'è lo scopo del vostro lavoro con gli squali?
Lo scopo del nostro lavoro è quello di mire le conoscenze di teoria con quelle della pratica, per arrivare a fare nuove scoperte mai, fatte prima d'ora. Insegnare ai subacquei la biologia degli squali, ed ai bambini a non aver paura del mare e degli squali, insegnando finalmente cosa esattamente è mio squalo e come va collocato nel nostro bagaglio dì conoscenze. L'uomo uccide gli. squali in un modo indegno e disumano, tagliandogli le pinne ributtandolo vivo in. acqua, cade sul fondo e muore soffocato. Con le pinne poi cucinano piatti prelibati e ne ricavano una proteina, lo squalene che si ipotizza curi il cancro essendo vasorestringente,… non è vero!!!

Che tipo di tecnica usate?
Per avvicinare gli squali usiamo la tecnica del pretending un nuovo metodo inventato da me che mi consente di avvicinarli senza nutrirli, in questo modo riesco a stargli a stretto contatto, questa tecnica è divisa in 5 movimenti principali e necessita di un contenitore speciale per contenere il pesce, una muta magliaia in acciaio e titanio ed un dispositivo ad onde elettri che solo come supporto di sicurezza.

Qualche settimana fa alle Bahamas, hai avuto un incontro del tutto particolare con uno squalo femmina? Ce lo puoi descrivere?
Grazie a questa tecnica basata sul rispetto della natura, sono contrario allo shark feeling (nutrire gli squali), e grazie a ciò dieci giorni fa alle Bahamas, sono riuscito a curare sott’acqua una femmina di squalo grigio dei caralbi (caicharìnus perezi) che aveva la parte posteriore della prima pinna dorsale completamente mangiata e tagliata da alcuni parassiti. Utilizzando un movimento rilassatorio della mano sono riuscito a farsi fidare di me e la ho pulita da questi parassiti, e sollevandola tra le mie braccia l'ho portata in giro sott'acqua aiutandola con il movimento a respirare, accarezzandola baciandola sul muso e a fargli fare dei giri a testa m giù sopra la mia testa, movimenti del tutto innaturali per gli squali. Per tutta la settimana ogni volta che mi immergevo mi veniva tra le braccia senza più bisogno di doverla attirare con il pesce, mi riconosceva fra 3-4 sub e si faceva accarezzare e penare nello stato di rilassamento solo da me!!!!

Credo che il tuo lavoro possa servire anche a sfatare il tabù dello squalo come animale pericoloso. Tu che ne pensi?
Per sfatare il tabù di squali cattivi, è nostra intenzione di insegnare in tutte le scuole statali, nei centri, sub, durante conferenze, mostre, con vari articoli, filmati e trasmissioni televisive. Gli squali vanno prima conosciuti, studiati e capiti, solo allora ci si può permettere di dare una opinione giusta e coerente.

Hai qualche aneddoto da raccontarci sulle tue esperienze in mare di questi anni?
Per anni ho fatto regate in barca a vela e wind surf, ho visto e conosciuto molte persone con il terrore per gli squali, chi aveva paura di fare il bagno in acqua alta o di colore blu scuro, chi si rifiutava di mettere le gambe fuori da un motoscafo, e tanti altri, con tutti i viaggi che ho fatto e con tutti gli squali che ho visto vi posso garantire che hanno più paura loro di noi che noi di loro, ed i pochi (dieci all’anno) incidenti che capitano solo per un loro errore di valutazione non sono niente e non giustificano il nome di assassini che gli è stato ingiustamente attribuito.

Alcune settimane fa alle uno squalo ha staccato il braccio sinistro di una giovane campionessa di surf, Bethany Hamilton, 13 anni, a largo della spiaggia di Kauai, alle Hawaii. Secondo te si poteva evitare?
Mi spiace molto per la campionessa di surf che ha ricevuto un morso accidentale da parte di uno squalo che aveva confuso la sua tavola da surf' per il corpo di una foca ed il suo arto per una sua pinna. Non so se la ragazza era a conoscenza del fatto che il 100 degli attacchi di squali, a persone nascono perché gli squali ci confondono per una potenziale preda fatta di carne di pesce (grassa) e non carne umana.(magra) da più di 405 milioni di anni mangiano solo pesce e continueranno a farlo, fortunatamente, altrimenti sarei io il primo a non immergermi. Purtroppo la disinformazione o la totale ignoranza a volte crea degli incidenti, io personalmente ho iniziato a studiare nel 1995 un dispositivo ad onde elettriche chiamato inizialmente shark pod ed ora modificato e chiamato shark shield, che emette onde elettriche da una piccola centralina, costruita per i sub, i bagnanti e surfisti. Ho più volte usato questo dispositivo, modificandolo e migliorandolo, vi posso garantire se se questa campionessa l'avesse usato, qualsiasi specie di squalo, non si sarebbe avvicinata, in quanto emettendo dei segnali elettrici tarati sui sensi elettrici che hanno gli squali sul muso, gli fanno capire immediatamente che la potenziale preda sulla quale si stanno scagliano non può essere un pesce e quindi rinunciano e se ne vanno, ricevendo pure un piccolo fastìdio elettrico che gli insegna di stare alla larga dall'uomo!!!!
Ricapitolando, la regola è sempre quella che la natura si scatena solo se minacciata e noi non volendo capire il modo di essere degli squali, li stiamo uccidendo perché????