21
novembre 2003 - Un uomo che da anni si
batte per combattere il tabù, ed insegnare
a conoscere ed a proteggere una specie a
rischio di estinzione: gli squali. Ne studia
il comportamento allo scopo di creare
dispositivi e tecniche che li rendano
inoffensivi, in modo da starci a contatto
evitando ogni rischio.
Riccardo, quando è cominciata la tua
passione smisurata per il mare?
La mia passione, per il mare è cominciata
da bambino, in quanto abitavo sulla spiaggia
a Porto San Paolo, vicino Olbia in Sardegna.
Poi a 13 anni ho iniziato a fare il bagno
con gli squali, in Polinesia vicino Tahiti,
Bora Bora, Moorea e Rangiroa. Poi ho
iniziato a fare regate in barca a vela e
derive per 20 anni, mio padre mi aveva
comperato nel. 1989 la barca da regata usata
per la coppa america Azzurra, che è ancora
di nostra proprietà.
Di quante persone è composto il tuo team
e che tipo di lavoro portate avanti?
Qualche anno fa ho fondato un'associazione
no profìt per la tutela dell'ambiente
marino e degli squali, che ho chiamato Shark
Academy. Oggi questa associazione vanta un
team di esperti a livello mondiale come
Carlo Silva direttore VENTADIVING, Dodo
Tosca direttore MARES, Stefano Prandi
direttore NIMAR, Marco Rovere direttore
NIKON, Carmelo Cosseddu direttore
BLU&SIRIO e gli esperti in biologia
Valerio Manfrini, Primo Micarelli e Barbara,
Pettinari, telemetria Zenone Dalla Valle,
ricercatori Fabrizio Gioelli, Gildo
Gavanelli, Marco Zuffa, Tiziano Storai press
office Gianfranco De Muri, archivio e
fossili Roberto Gioia, statistiche Gianluca
Cugini, informatica Luca Cosseddu, Maurizio
Cabras e Davide Savona istruttori sub e
videoperatori, Jonny Chessa, Marco Predolin,
Francesco Giustetto, Macao Perez e tanti
altri. Con questa associazione onlus www.sharkacademy.it
vogliamo ribadire che gli squali stanno nel
gradino più alto della catena alimentare e
controllano la proliferazione dei predatori,
che bilancia l'ecosistema. Noi non vogliamo
che altri squali vengano uccisi.
Qual'è lo scopo del vostro lavoro con
gli squali?
Lo scopo del nostro lavoro è quello di mire
le conoscenze di teoria con quelle della
pratica, per arrivare a fare nuove scoperte
mai, fatte prima d'ora. Insegnare ai
subacquei la biologia degli squali, ed ai
bambini a non aver paura del mare e degli
squali, insegnando finalmente cosa
esattamente è mio squalo e come va
collocato nel nostro bagaglio dì
conoscenze. L'uomo uccide gli. squali in un
modo indegno e disumano, tagliandogli le
pinne ributtandolo vivo in. acqua, cade sul
fondo e muore soffocato. Con le pinne poi
cucinano piatti prelibati e ne ricavano una
proteina, lo squalene che si ipotizza curi
il cancro essendo vasorestringente,… non
è vero!!!
Che tipo di tecnica usate?
Per avvicinare gli squali usiamo la tecnica
del pretending un nuovo metodo inventato da
me che mi consente di avvicinarli senza
nutrirli, in questo modo riesco a stargli a
stretto contatto, questa tecnica è divisa
in 5 movimenti principali e necessita di un
contenitore speciale per contenere il pesce,
una muta magliaia in acciaio e titanio ed un
dispositivo ad onde elettri che solo come
supporto di sicurezza.
Qualche settimana fa alle Bahamas, hai
avuto un incontro del tutto particolare con
uno squalo femmina? Ce lo puoi descrivere?
Grazie a questa tecnica basata sul rispetto
della natura, sono contrario allo shark
feeling (nutrire gli squali), e grazie a ciò
dieci giorni fa alle Bahamas, sono riuscito
a curare sott’acqua una femmina di squalo
grigio dei caralbi (caicharìnus perezi) che
aveva la parte posteriore della prima pinna
dorsale completamente mangiata e tagliata da
alcuni parassiti. Utilizzando un movimento
rilassatorio della mano sono riuscito a
farsi fidare di me e la ho pulita da questi
parassiti, e sollevandola tra le mie braccia
l'ho portata in giro sott'acqua aiutandola
con il movimento a respirare, accarezzandola
baciandola sul muso e a fargli fare dei giri
a testa m giù sopra la mia testa, movimenti
del tutto innaturali per gli squali. Per
tutta la settimana ogni volta che mi
immergevo mi veniva tra le braccia senza più
bisogno di doverla attirare con il pesce, mi
riconosceva fra 3-4 sub e si faceva
accarezzare e penare nello stato di
rilassamento solo da me!!!!
Credo che il tuo lavoro possa servire
anche a sfatare il tabù dello squalo come
animale pericoloso. Tu che ne pensi?
Per sfatare il tabù di squali cattivi, è
nostra intenzione di insegnare in tutte le
scuole statali, nei centri, sub, durante
conferenze, mostre, con vari articoli,
filmati e trasmissioni televisive. Gli
squali vanno prima conosciuti, studiati e
capiti, solo allora ci si può permettere di
dare una opinione giusta e coerente.
Hai qualche aneddoto da raccontarci sulle
tue esperienze in mare di questi anni?
Per anni ho fatto regate in barca a vela e
wind surf, ho visto e conosciuto molte
persone con il terrore per gli squali, chi
aveva paura di fare il bagno in acqua alta o
di colore blu scuro, chi si rifiutava di
mettere le gambe fuori da un motoscafo, e
tanti altri, con tutti i viaggi che ho fatto
e con tutti gli squali che ho visto vi posso
garantire che hanno più paura loro di noi
che noi di loro, ed i pochi (dieci
all’anno) incidenti che capitano solo per
un loro errore di valutazione non sono
niente e non giustificano il nome di
assassini che gli è stato ingiustamente
attribuito.
Alcune settimane fa alle uno squalo ha
staccato il braccio sinistro di una giovane
campionessa di surf, Bethany Hamilton, 13
anni, a largo della spiaggia di Kauai, alle
Hawaii. Secondo te si poteva evitare?
Mi spiace molto per la campionessa di surf
che ha ricevuto un morso accidentale da
parte di uno squalo che aveva confuso la sua
tavola da surf' per il corpo di una foca ed
il suo arto per una sua pinna. Non so se la
ragazza era a conoscenza del fatto che il
100 degli attacchi di squali, a persone
nascono perché gli squali ci confondono per
una potenziale preda fatta di carne di pesce
(grassa) e non carne umana.(magra) da più
di 405 milioni di anni mangiano solo pesce e
continueranno a farlo, fortunatamente,
altrimenti sarei io il primo a non
immergermi. Purtroppo la disinformazione o
la totale ignoranza a volte crea degli
incidenti, io personalmente ho iniziato a
studiare nel 1995 un dispositivo ad onde
elettriche chiamato inizialmente shark pod
ed ora modificato e chiamato shark shield,
che emette onde elettriche da una piccola
centralina, costruita per i sub, i bagnanti
e surfisti. Ho più volte usato questo
dispositivo, modificandolo e migliorandolo,
vi posso garantire se se questa campionessa
l'avesse usato, qualsiasi specie di squalo,
non si sarebbe avvicinata, in quanto
emettendo dei segnali elettrici tarati sui
sensi elettrici che hanno gli squali sul
muso, gli fanno capire immediatamente che la
potenziale preda sulla quale si stanno
scagliano non può essere un pesce e quindi
rinunciano e se ne vanno, ricevendo pure un
piccolo fastìdio elettrico che gli insegna
di stare alla larga dall'uomo!!!!
Ricapitolando, la regola è sempre quella
che la natura si scatena solo se minacciata
e noi non volendo capire il modo di essere
degli squali, li stiamo uccidendo perché????
|