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13
maggio 2004 - Riccardo Sturla Avogadri,
presidente della Shark
Academy, l’associazione che si
preoccupa di studiare il rapporto tra uomini
e squali, ci parla dello squalo martello: la
sua vita in branchi, la particolare
formazione del suo muso, la grandezza della
mascella. ma anche di un primo passo
importante per la diffusione e il
miglioramento della conoscenza nei confronti
di questi animali tanto spesso temuti
dall’uomo.
Lo squalo martello, che tipo di animale
è?
Intanto vorrei specificare che esistono 9
specie diverse di squali martello, e
appartengono tutti alla famiglia delli
sphyrnidi dell'ordine carcariniforme.
Ma i due più importanti sono lo squalo
martello maggiore (sphyrna mokarran) e lo
squalo martello smerlato (sphyrna lewini).
Quello maggiore, arriva anche a dimensioni
elevate 4-5 metri invece il lewini 3,70-420
e forse oltre.
Perché si chiama squalo martello?
In quanto ha una larghissima testa a forma
di martello, compressa in senso
dorso-ventrale ed espansa lateralmente, il
suo margine anteriore ricurvo con una
incisura mediana ed il suo margine
posteriore concavo.
Le dimensioni della mascella sono però
piccole, vero?
Si , sono molto piccole in proporzione al
corpo, in quanto si nutre di: pesci ossei,
molluschi, scrostacei, serpenti di mare e
sopratutto di batoidi (razze, trigoni,
pastinache, mante, acquile di mare) quindi
preferendo cibo di fondale in questo modo
non ha la necessità di distaccare di tanto
la mascella dal cranio per sollevare il muso
a forma di martello. I denti superiori hanno
una cuspide, con margini finemente
seghettati; denti inferiori simili. Negli
esemplari giovani, la seghettatura dei denti
è assente.
E' uno squalo pericoloso?
E' potenzialmente pericoloso (sphyrna
mokarran) meno pericoloso lo (sphyrna lewini).
Gli squali martello non hanno una visuale
naturale in 3 dimensioni, come la nostra,
quindi avrebbero difficoltà a stimare la
distanza degli oggetti. Questo capita in
quanto i due occhi non guardano nella stessa
direzione, e quindi non puo' nascere per
l'effetto stereoscopico la sovrapposizione
delle due immagini che il cervello elebora
come risultato tridimensionale. Per questo
motivo deve sempre muovere la testa a destra
e sinistra per crearsi da solo le immagini
sovrapposte a creare l'effetto 3-D, ad
aiutarlo poi c'e' il fatto che i sensori
sensibili ad onde di pressione (neuromasti)
della linea laterale, sono raddoppiati
rispetta ad altri squali, in questo modo
compensano da perdita di sensibilità nella
vista con l'aumento di sensibilità alle
onde di pressione di corpi circostanti che
grazie a questi sensi vengono rilevate a
decine e decine di metri, come se fosse un
vero e proprio "tatto a distanza".
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