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(Animali di tutto di più)
GLI SQUALI TORO SI MARCANO COSI’!
7 ott 2004 - Marco D'Amico
Riccardo Sturla, presidente della Shark Academy-onlus www.sharkacademy.it, presenterà l’innovativo proetto al convegno europeo per la tutela degli squali e razze che quest'anno si terrà a Londra alla fine di ottobre

 In televisione su rai 3 ore 09:55 trasmissione "cominciamo bene animali & animali" Licia Colò e Riccardo Sturla Avogadri

 

7 ottobre 2004 - Riccardo Sturla Avogadri è appena tornato dal Sud Africa dove ha applicato sugli squali toro un nuovo sistema di marcatura utilizzando la nota tecnica di “relax”, da lui stesso inventata, che noi abbiamo imparato a conoscere nel tempo.
Un sistema del tutto innovativo, per tante ragioni.

Anzitutto Riccardo cosa vuol dire marcare uno squalo?
Vuol dire poterne conoscere gli spostamenti nell’oceano, impararne le abitudini, le curiosità, contarne il numero.

Marcare uno squalo però non deve essere semplicissimo…
Fino ad ora si è utilizzata una tecnica piuttosto cruenta, cioè piantare in corpo da una barca grossi marcatori identificativi (tug) con la punta in acciaio grande un centimetro in profondità che arrivano anche a 3 o 4 centimetri dentro l'animale. Lo squalo può essere colpito da una barca, catturato e trasportato sopra la stessa. Non è piacevole per l’animale.

Tu sei appena tornato dal Sud Africa, dove, lo possiamo dire, hai aperto la strada ad una nuova tecnica meno cruenta di marcatura dello squalo, fecendo ricordo alla tua oramai leggendaria tecnica di relax vero?
Si, l'applicazione di questa tecnica aiuta e a volte permette l'applicazione dei marcatori identificativi (tug)e di P.I.T. (passive identification tug) in un modo completamente rivoluzionario...direttamente sottacqua tenendo lo squalo tra le braccia ed inserendo il tug direttamente nella parte posteriore della prima pinna dorsale, trovando il punto preciso di minor fastidio inserendolo con una speciale pistola.

Qui abbiamo la pistola e dei chip appunto di colorazioni diverse... Come inserisci questi chip?
La pistola ha un ago lungo 4 cm, l'ago passa da parte a pare la pinna dorsale a quel punto si preme il grilletto che muove un secondo ago all'interno del primo, e spinge un capo del marcatore dall'altra parte della pinna dorsale. La parte che rimane all'interno della pinna dorsale e' in questo modo praticamente inesistente, e il tug si può togliere in qualsiasi momento senza che rimangano tracce successivamente.

Perché hanno colori differenti?
I colori sono differenti in quanto ho pensato di marcare i maschi con i colori a tinta unita e le femmine a due colori. In questo modo anche da lontano se si vede la parte terminale del tug bianca si capisce subito che e' una femmina...

Qual è l'utilità di una tecnica simile?
Questo nuovo metodo è sicuramente meno fastidioso, più naturale e più sicuro in quanto evita anche la possibilità di infezioni della pelle, o di formazione di parassiti che potrebbero creare seri problemi allo squalo.
Il tug ha poi la scritta del nostro sito www.sharkacademy.it ed il codice dello squalo, dispari per i maschi e pari per le femmine, in questo modo non rischiamo di dare allo squalo lo stesso codice, se volessimo sostituire un tug o cambiare colore.
Poi sul sito è disponibile la lista con foto e caratteristiche di tutti gli squali che abbiamo marcato, in questo modo se un pescatore o un sub vedono il codice, possono verificare e segnalarci il loro spostamento o cambiamento di dimensioni nel tempo.