Nascita delle tecniche di Shark Pretending

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SHARK FEEDING...giusto o sbagliato?…la SHARK ACADEMY crea lo SHARK PRETENDING...Da una parte gli ambientalisti, che sono contro lo shark feeding, dall’altra i ricercatori o i centri sub che grazie ad esso riescono a stare a stretto contatto con gli squali per motivi di ricerca o di business. Per anni questa “disciplina” ha attirato polemiche ed interesse da parte di molte persone.Sicuramente abituare gli squali a non procurarsi il cibo nel loro modo naturale, “la caccia” va contro natura, ed è quindi sbagliato…. Non è sempre vero però!! Grazie al feeding si è potuto in questi anni scoprire molto sul modo di essere di questa classe assai misteriosa, ingiustamente perseguitata da quasi tutto il mondo, eppure sono loro i padroni del mare, da sempre!! Nati prima dei dinosauri 400 milioni di anni fa non si sono estinti, e non saremo di certo noi esseri umani del XXI secolo a farlo!! Questo è lo scopo della SHARKACADEMY-ONLUS associazione emergente non a scopo di lucro nata a difesa degli squali che con il suo Team sta piano piano cercando di stabilire il giusto rapporto di convivenza uomo-squalo nel rispetto reciproco dell’ambiente marino. E’ opinione della SHARKACADEMY-ONLUS, con il suo staff di ricercatori, consulenti, biologi,video-fotografi, tecnici e sub d’eccezione, che supportano e contribuiscono allo scopo di divulgare il messaggio di difesa ambientale, di dover iniziare a cambiare il concetto d’immersione solo  ricreativa in concetto d'immersione a salvaguardia ambientale. Sta diventando sempre più una necessità quella di avere l’appoggio di subacquei nel monitorare i fondali subacquei, ma questo non basta in quanto la maggior parte dei sub, non è addestrata nello svolgere un lavoro di ricerca e di riconoscere le specie marine, ed in questo contesto gli SQUALI! Lo scopo quindi è quello di creare un prodotto “corso” con un ausilio didattico “libro” e “cd-rom”, che siano in grado di soddisfare in pieno la formazione di un sub al riconoscimento della maggior parte delle specie di squali presenti negli oceani nei mari e talvolta nei fiumi. Come strutturare un tale corso? Non è facile! la teoria è tanta, la pratica difficile, e anche trovare il compromesso tra le  varie leggi, didattiche subacquee, associazioni e via dicendo…

                            Principale ostacolo, è appunto come far vedere in acqua gli squali, l’unico modo matematico è quello di attirarlo con del cibo, e fare il FEEDING, questo permette di mostrare alla “classe” in maniera reale e diretta la forma, il comportamento, le reazioni,etc. degli squali a tu per tu con l’allievo, ed attraverso il contatto con gli squali insegnarli a riconoscere le varie specie per un monitoraggio in tutto il mondo. Il FEEDING quindi in alcuni casi presenta degli aspetti giustificati da uno scopo ben preciso e che sia a difesa ambientale, come in questo caso appena descritto o come in altri casi di ricerca per testare,verificare nuove tecniche di studio o riprese per documentari, il tutto a favore degli squali. Perché fermarsi nella ricerca e non trovare invece nuove idee particolari?… ed è qui che nasce il nuovo modo di attirare gli squali per ricerca, con una Tecnica che sta a metà tra fare il feeding e il non farlo, una Tecnica ben precisa messa a punto dalla SHARK ACADEMY-ONLUS e chiamata SHARK PRETENDING con la sua nuova figura subacquea  il “Pretender”, un subacqueo addestrato all’attirare gli squali senza nutrirli, a scopo didattico e di ricerca. Obbligatorio per il Pretender la protezione in acciaio magliata “chain-mail" in stainless steel acciaio e titanio 177PH modello personalizzato fatto su 43 misure del corpo e 9 della mano, dal peso complessivo di 9,2 kg. Contenitori per il pesce in plexiglass trasparente, con regolazione del flusso di uscita del sangue del pesce, per variarne la quantità nei dintorni del Pretender. Equipaggiamento sub dedicato per immersioni con gli squali: Secondi stadi, manometro,computer e gonfiaggio giacket, integrati nel GAV “hub-avantgarde mares modificato”. Ausilio di sicurezza in posizione off del sistema elettromagnetico, Shark Shield che in caso di malessere o di problemi tecnici scherma la “classe” dalla vicinanza di qualsiasi tipo di squalo per un raggio di 7 metri. Ma quando gli squali sono a decine o quando si tratta di squali di grosse dimensioni??? In questo caso la soluzione migliore è la gabbia,… già usata di frequente in Australia, California e Sud Africa, rimane la protezione più sicura di ogni dispositivo fino ad ora inventato per tenere a distanza grossi squali, “senza nulla togliere ai perfetti sistemi elettromagnetici che però necessitano di manutenzione e cura delle batterie”. Cosa bisogna fare per conoscere meglio il mondo degli squali? Sicuramente fare dei corsi professionali presso la SHARK ACADEMY-ONLUS, che prevede vari step di formazione:

1)Corso di conoscenza squali, con rilascio di brevetto di Shark awareness.

2)Corso di avvistamento squali, con rilascio di brevetto di Shark expert.

3)Corso istruttori Shark awareness per poter rilasciare il primo brevetto

4)Corso istruttori Shark expert per poter rilasciare il secondo brevetto

  Riccardo Sturla Avogadri presidente della Shark Academy (testo del febbraio 2003)