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Cap. III – RICONOSCIMENTO E SOMIGLIANZE
di Ricardo Sturla Avogadri
DA UN FATTO DI CRONACA -
Quando sei immerso, o stai nuotando
a pelo d’acqua, hai la sensazione di sentirli, ma non li
vedi… però sai che gli squali ci sono e possono arrivare
silenziosi, senza avvertire, veloci e di sorpresa. Quel
giorno, sott’acqua, il sub che gli dava le spalle non se
n’era accorto, ma il compagno l’aveva visto bene, era uno
squalo nutrice (Ginglymostoma cirratum) di tre
metri, una specie considerata “tranquilla” e inoffensiva,
e il subacqueo che l’aveva riconosciuto cercava di
comunicarlo al compagno, ma non sapeva come farlo.
Intanto, alle spalle del sub, l’acqua spumeggiava
irregolare, non erano le onde, lo squalo era già dietro di
lui e quando il subacqueo si era girato, aveva pensato che
era troppo tardi, aveva creduto si trattasse di uno squalo
pericoloso e si era spaventato a tal punto da perdere
l’erogatore dalla bocca, e così era annegato. Se il
compagno fosse stato in grado di comunicare il segnale
convenzionato dello squalo nutrice (che ora esiste), quel
sub sarebbe ancora vivo! Da oggi invece, tutti i
subacquei, da quelli che praticano attività di pesca
(commerciale, d’altura) ai semplici appassionati, non
corrono più questo rischio. Finalmente, infatti, sono nati
i segnali identificativi per “comunicare”, con un semplice
gesto, le specie di squali più comuni: dalla verdesca (Prionace
glauca) al mako pinnacorta (Isurus oxyrinchus),
dallo squalo bianco (Carcharodon carcharias) allo
squalo Leucas o Zambesi (Carcharhinus leucas). I
subacquei e non, possono ora comunicare l’un l’altro,
sott’acqua, fuori dall’acqua e persino da una barca, con i
vari segnali messi a punto da Riccardo Sturla Avogadri che
li ha presentati il 13 marzo 2005 all’Eudi Show di Genova.
Erano venti i segnali disponibili online sul sito
www.sharkacademy.it e ora ne sono stati inseriti altri
quattro (squalo seta, squalo limone, squali bamboo e
squali a 6/7 fessure branchiali. Alcuni segnali
identificano la singola specie (10), altri una famiglia
(9) ma anche il genere (1) come nel caso degli squali Mako
CARATTERISTICHE DESCRITTIVE -
Immergersi è facile ma, per evitare
pericoli fatali, bisogna essere preparati. Le
comunicazioni fra subacquei in immersione, sono affidate
essenzialmente ai segnali visivi creati con dei gesti.
Questo modo di comunicare, presenta molteplici vantaggi: è
semplice, efficace e facile da utilizzare. Ogni segnale è
caratterizzato da un gesto che, identifica in modo
immediato lo squalo in questione. Si tratta di gesti che
si possono fare con una o due mani e completati dalla
posizione della braccia. Ad esempio per lo squalo tigre (Galeocerdo
cuvier) il sub mima una mano che graffia; per lo
squalo toro (Carcharias taurus) mette le dita in
modo da formare delle corna; per tutti gattucci (Scyliorhinus
canicula, Atelomycterus marmoratus, etc.), si
formano, con entrambe le mani, i baffi di un gatto; per lo
squalo balena (Rhincodon typus), una bocca molto
grande; per i due squali Mako, il pinna corta (Isurus
oxyrinchus) e il pinna lunga (Isurus paucus),
si imita la particolare “cerniera” dei suoi denti, con due
mani che incrociano le dita. Questi segnali permettono non
solo di comunicare il tipo di squalo che si sta
avvicinando, ma anche di sapere in quale direzione puntare
lo sguardo. Infatti, se si segnala uno squalo di fondale
(bentonico) il sub guarderà tra le rocce e non verso
l’alto, come invece farebbe se si trattasse di uno squalo
di superficie (pelagico). Le informazioni così fornite,
sulla posizione dello squalo, non solo saranno utilizzate
in caso di pericolo, infatti, una volta accertata la
specie di squalo, i sub potranno decidere l’opportuno
comportamento per evitare, con movimenti sbagliati, di
indurre lo squalo ad attaccare, ma faciliteranno anche la
realizzazione di foto e riprese, nonché confermeranno
l’esattezza dell’identificazione o un utile confronto nel
caso di incertezza. Importante potersi confrontare
direttamente davanti allo squalo che si sta cercando
d’identificare e uscire dall’acqua entrambi con la stessa
opinione sull’avvistamento: questo permette una più
precisa compilazione di una eventuale scheda
identificativa. Conoscere gli spostamenti di diverse
specie di squali e il loro habitat, permette una indiretta
conoscenza di tutto l’ecosistema marino. Nel caso in cui
alcuni “segnali squali” siano simili o uguali ad altri
segnali utilizzati per identificare altri pesci, quali ad
esempio il pesce scorpione che ha lo stesso segnale per
identificare le due specie di squali mako, o altri; sarà
necessario utilizzare prima il segnale di squalo generico
e poi il segnale dello squalo avvistato, questo per non
trarre in inganno il compagno. Ci sono molti altri segnali
che possono essere utilizzati: ad esempio i movimenti
oscillatori lenti servono per richiamare l’attenzione,
mentre quelli rapidi e agitati significano in genere
un’emergenza. È sempre meglio, comunque, in caso di
incontro con uno squalo, mantenere la calma, ed evitare
movimenti bruschi o scomposti. Tutti questi segnali, però,
hanno un grosso handicap: quando manca la luce solare, non
sono più visibili. Per comunicare di notte perciò, i
subacquei dovranno utilizzare altre procedure. Nelle
immersioni notturne, i segnali potranno ancora essere
utilizzati, con l’avvertenza però di illuminare il gesto
con una torcia se si tratta di un segnale fattibile con
una mano. Nel caso il segnale richieda entrambe le mani,
sarà necessario richiedere l’illuminazione da parte del
compagno con un nuovo segnale: coprire il fascio di luce
della propria torcia con il palmo di una mano. In questo
modo il compagno capisce che è stata fatta la richiesta di
“illuminazione delle mani”. Sono numerose, le motivazioni
che hanno reso necessaria una tabella di segnali
identificativi universali con cui comunicare il tipo di
squalo avvistato, uguali in ogni parte del mondo. Infatti
non è importante solo saper riconoscere gli squali ma
anche saperlo comunicare agli altri. |