Dal
martello al tigre, gli squali che hanno contribuito a creare
il mito del killer.
Il dodici per cento degli attacchi a persone in mare nei quali
si e' potuto identificare l'aggressore, sono imputabili allo
squalo bianco, il che ne fa la specie più famigerata per
quello che riguarda la sua pericolosità nei confronti
dell'uomo. Eppure lo squalo bianco non è da solo sul banco
degli imputati. Delle circa 500 specie note di squali, sono 27
quelle che di certo hanno attaccato persone o barche; una
quarantina sono giudicate potenzialmente pericolose; le
rimanenti sono innocue. Ecco un elenco dei 12
"personaggi" che più hanno contribuito, assieme al
pescecane, a creare il mito dello squalo assassino.
FASCIA ROSSA:
Carcharodon
carcharias (Squalo bianco).
Galeocerdo
cuvier (Squalo tigre).
Secondo solo allo squalo bianco nella fama di aggressore, e'
il responsabile del 10 per cento degli attacchi. Tropicale e
costiero, non e' mai stato osservato nel Mediterraneo.
Raggiunge forse i sei metri di lunghezza massima. Molto
aggressivo, non esita ad avventurarsi in acque bassissime
oppure nelle sporche acque dei porti in cerca di cibo. E' uno
degli squali dalla dieta più varia.
Carcharhinus
leucas (Squalo dello Zambezi).
Cosmopolita ma assente nel Mediterraneo. Dopo lo squalo
bianco, il tigre e il mako è considerato il più pericoloso,
nonostante non raggiunga la lunghezza di tre metri e mezzo:
gli si attribuisce l'8 per cento degli attacchi. Si nutre
soprattutto di altre specie di squali. L'acqua dolce non
costituisce per lui un problema, e pertanto lo si può trovare
anche nei grandi fiumi tropicali a migliaia di chilometri di
distanza dalla foce, come nel Rio delle Amazzoni, lo Zambesi,
il Gange, il Mississipi e il Tigri.
FASCIA
ARANCIONE:
Carcharhinus
longimanus (Longimano).
Specie tropicale d'alto mare, la cui presenza nel Mediterraneo
e' dubbia, mentre è considerata comunissima su acque
oceaniche. Le pinne pettorali tipicamente allungate gli hanno
valso il nome specifico. La sua lunghezza massima e' di poco
inferiore ai quattro metri. Viene da molti considerato uno
degli squali più pericolosi, e forse il principale
responsabile di molte stragi in occasione di naufragi avvenuti
in mare aperto.
Isurus
oxyrinchus (Mako).
Pelagico, cosmopolita in acque tropicali e temperate, e'
presente ma non molto comune in Mediterraneo. Supera la
lunghezza di quattro metri. E' uno squalo veloce, scattante e
aggressivo, molto elegante, che si ciba prevalentemente di
tonni e pesci spada ma che ha attaccato l'uomo più volte (9
per cento dei casi), spesso con esito fatale.
Carcharhinus
brachiurus (Squalo ramato).
FASCIA GIALLA:
Carcharhinus
obscurus (Squalo bruno).
Cosmopolita, comune tanto in acque costiere quanto al largo,
soprattutto nei mari tropicali. E' presente, ma raro nel
Mediterraneo sud occidentale. Raggiunge la lunghezza di
quattro metri. E' una specie che incute rispetto, e si sa che
talvolta ha attaccato l'uomo.
Sphyrna
mokarran (Squalo martello maggiore).
E' la più grande (oltre sei metri di lunghezza) delle 8
specie di squalo martello, e pertanto considerata la più
pericolosa, anche se attacchi da martelli (complessivamente il
5 per cento del totale) sono forse imputabili anche a specie
più piccole. Presente nelle acque tropicali e temperato calde
di tutto il mondo, costiere e pelagiche, si trovano anche in
Mediterraneo, soprattutto lungo la costa africana.
Prionace
glauca (Verdesca).
Cosmopolita, pelagico, abitante delle acque temperato-calde,
e' probabilmente lo squalo più comune del Mediterraneo. Di un
bel colore azzurro sul dorso, non raggiunge i quattro metri di
lunghezza. Anche se non viene considerato tra gli squali più
pericolosi, il 4 per cento delle aggressioni umane e' a suo
carico, e dovrebbe incutere rispetto.
FASCIA ROSA:
Carcharhinus
amblyrhynchos (squalo grigio di
scogliera).
Di taglia medio-piccola, frequente lungo le barriere coralline
del mar Rosso, dell'oceano Indiano e dell'oceano Pacifico
australe, ma assente nel Mediterraneo. Mentre in mar Rosso e
oceano Indiano sembra sia abbastanza benevolo nei confronti
dell'uomo, e' noto per la sua aggressività nel Pacifico, dove
ha attaccato di frequente, soprattutto per difendere il suo
territorio da intrusioni.
Negaprion brevirostris (Squalo
limone).
Molto comune nelle acque costiere dei Caraibi e del golfo del
Messico, è invece assente dal Mediterraneo. La sua lunghezza
massima è di tre metri e mezzo. Ha attaccato l'uomo,
specialmente se molestato.
Carcharias
taurus (Squalo toro).
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