LA STORIA DEL SITO SHARK ACADEMY

Intervista a Riccardo Sturla Avogadri proprietario del sito Shark Academy

Quando è nato il sito Shark Academy?: E' nata per caso da una mia passione per gli squali che ho avuto sin da piccolo, quando a 13 anni mio padre mi ha portato a fare un viaggio all'altro capo del mondo in Polinesia, e dove ho fatto il bagno con gli squali nelle isole di Tahiti, Moorea, Bora Bora e nell'Atollo di Rangiroa. Non esiste una data ben precisa della sua nascita, ho costruito tanti piccoli tasselli che ho piano piano messo insieme in questi anni. Ho depositato alla SIAE nel 2003 le mie scoperte e studi sulle tecniche di relax sugli squali grigi di barriera, ho registrato il sito internet nel 2000.

Ma... il nome da dove nasce?: Il nome nasce da il mio centro subacqueo in Sardegna dove ho vissuto per 30 anni sul mare, a Porto San Paolo in provincia di Olbia (Costa Smeralda) ero iscritto all'ESA con il centro sub N°14 e lo avevo chiamato Dive Safety Academy (accademia dell'immersione sicura, sono l'istruttore ESA n° 27) copiandolo dalla Flight Safety Academy (accademia del volo sicuro) dove avevo fatto i corsi di volo nel 1994 e preso il brevetto per pilota di linea grazie al quale ora faccio il primo ufficiale in Meridiana. Successivamente ho cambiato il nome del diving in  Dive Safety & Shark Academy (ricordo ancora quando mi è venuta l'ispirazione! stavo sulla porta del centro sub Figarolo durante il mio corso istruttore E.S.A. e ho urlato al mio istruttore sub: Renato Romor il nome: Dive Safety & Shark Academy del diving e lui mi ha sorriso ma in quel momento stava pensando ad altro). Quando ho chiuso il mio diving e mi sono trasferito sulla base Meridiana di Verona ho tolto le parole "Dive Safety" e lasciato Shark Academy (accademia degli squali), il nome quindi è venuto da solo, mi piaceva e l'ho lasciato così, le cose più belle capitano per caso!

Come riesci a volare e immergerti contemporeanamente?: Non riesco. faccio grossi sacrifici, è un continuo incastro di turni con Meridianafly, faccio questo per mettere al servizio del mondo le mie capacità e la mia passione per la protezione degli squali. Ognuno di noi almeno una volta si è chiesto quale sia il suo destino e cosa ci stia a fare al mondo. Io me lo sono chiesto più volte, ho sempre pensato di essere nato per fare qualcosa di particolare, dovevo solo cercare e trovare cosa!, ho trovato gli squali e penso che sia questo il mio destino. Sto piano piano crescendo a vista d'occhio lo dimostrano i fatti, nonostante "mi tocchi pure volare". Ritengo che il popolo umano abbia dei doveri nei confronti del mondo e verso gli animali che ci vivono, non abbiamo nessun diritto di distruggere quello che già esisteva prima della nostra comparsa, invece stiamo rovinando il pianeta! questo non ha senso! proprio non lo capisco! per cosa poi non si sa... non vedo un gran futuro per il popolo umano se continuiamo in questo modo. Io cerco di fare nel mio piccolo quello che posso, per difendere una classe di pesci cartilaginei (gli squali). Il giorno che non ci sarò più, avrò l'anima in pace per aver almeno tentato e verrò sicuramente ricordato e spero imitato da molti per continuare quello che ho iniziato. Ho fatto veramente delle grandi rinunce e a volte sono state delle sofferenze, l'aver messo in piedi e radunato la più grande mostra/museo sugli squali con oggetti da collezione provenienti da tutto il mondo. Tanto tempo che potevo dedicarlo a divertirmi in modo diverso... Spero a breve di passare a 15 giorni al mese di part time e di dedicarmi allo studio e la ricerca scientifica nel campo squali, magari iscrivendomi in biologia marina e paleontologia....chissà...forse un giorno...

Ho letto in questi giorni della tua esperienza faccia a faccia con uno squalo bianco, ce la racconti?: Voglio rispondere a questa domanda tornando indietro nel tempo esattamente al 1995, più di 10 anni fa! quando un bel giorno mentre ero con mia zia (hostess di volo dell'Alitalia, sono andato a fare un capodanno a Johannesburg) e ho letto la pubblicità su un giornale locale che per la prima volta al mondo era possibile andare a vedere gli squali bianchi in gabbia anche per semplici turisti! Dopo 5 giorni mi sono recato a Gansbaai in Sud Africa, non avevano mai visto un'Italiano in vita loro, ho fatto amicizia con tutto il villaggio di Hermanus e il posto mi è piaciuto molto, da allora sono tornato in Sud Africa molte volte ma in questi ultimi anni andavo sempre a Durban per studiare gli squali toro e squali tigre, poi un bel giorno in mar rosso sono stato accusato di non aver mai visto uno squalo bianco in vita mia! roba da matti mi sono detto! effettivamente nel 1995 la tecnologia non era come oggi e fare foto era difficile e anche le persone che ti portavano in acqua non erano attrezzate. Quindi ho deciso di dedicare il 2006 all'anno dello squalo bianco, e ho cominciato a gennaio dall'Australia, andando direttamente a casa di Rodney Fox (l'uomo che è stato attaccato da uno squalo bianco anni fa, che ha costruito le gabbie per il film di Spielberg, per quello di Cousteau, per la Imax etc. sono andato alle Neptune Island con la sua barca e mi sono immerso con grossi squali bianchi... poi sono tornato in Sud Africa a giugno a Seals Island con Chris Fallows per far saltare gli squali bianchi con la foca finta e immergermi in acque libere con squali mako!, mi sono divertito e ho portato con me altre 6 persone che si sono divertite da morire, a settembre sono andato in Messico a Isla Guadalupe dove non ho resistito alla tentazione di uscire dalla gabbia e mettermi faccia a faccia con gli squali bianchi, oramai dopo anni e anni di immersioni con questo pesce, mi sento sicuro di me e penso di sapere come comportarmi per non infastidirlo. Durante uno dei miei blitz fuori dalla gabbia, è capitato che il cibo che si offre per attirare lo squalo è stato tirato lungo la linea tra lo squalo il cibo e la mia testa. Lo squalo si è lanciato per prendere il cibo, ma il ragazzo da sopra la barca giustamente per evitare che lo mangiasse lo ha tirato in linea sempre verso di me e quindi lo squalo bianco, che a quel punto aveva girato l'occhio all'indietro (i Lamniformi girano l'occhio) era cieco nella visuale a colori ma non in quella elettrica del senso delle ampolle del Lorenzini, portandolo a seguire i campi elettrici, di conseguenza ha scambiato la mia macchina fotografica per il pesce appena perso, andando a mordere di fronte a me! sono riuscito ad andare all'indietro velocemente e a fare solo 4 scatti senza che scappasse in quanto ero senza flash!...meno male altrimenti già dopo il primo scatto lo squalo bianco avrebbe cambiato direzione. Sono stato proprio contento dell'accaduto perché mi ha insegnato nuove cose e ho potuto fare nuove esperienze. Tutto il servizio con le foto andrà pubblicato sulla rivista francese "Octopuss" e su quella italiana "Subaqva"... ma non finisce qui... ho ancora tante immersioni da fare con gli squali e sicuramente mi capiteranno altre avventure... in questi giorni dovrò andare nell'ultimo punto dove si possono trovare gli squali bianchi, sto parlando delle Farallon Island (U.S.A.)... speriamo vada tutto bene...

So che collabori con un acquario a Jesolo Lido che è una sorta di mostra e museo. Nel primo giorno di apertura avete avuto quasi 3000 persone!, non ti dispiace vedere gli squali nelle vasche?: A dire il vero moltissimo, mi difendo dicendo "a mali estremi estremi rimedi", per causa dell'uomo milioni di squali stanno scomparendo e molte specie si sono già estinte, ho fatto nascere in cattività almeno 12 squali e ne abbiamo accolti altrettanti da altri acquari dove erano anche loro a loro volta nati in cattività, qui almeno sono protetti dalla furia assassina dell'uomo e vengono seguiti tutti i giorni. Non ho mai voluto mettere gli squali nelle vasche, io non mangio pesce, mi danno pure fastidio i pesci rossi nelle ampolle, ma a questo mondo ci sono sempre i pro e i contro. I contro, sono che gli animali andrebbero lasciati al loro destino e lasciati vivere liberi, se nessuno "tocca nulla", se il mondo decide che si devono estinguere bisogna lasciare che sia così. D'altro canto nel momento in cui forziamo la natura con lo sterminio degli squali e se nessuno fa nulla, penso sia giusto proteggerli, e se l'unico modo è quello di farli nascere in cattività in un ambiente protetto dall'uccisione dell'uomo, magari fra qualche decina di anni avremo delle specie fondamentali all'ecosistema ancora vive grazie alla protezione degli animali avvenuta all'interno di riserve di caccia, pesca o acquari. Dopotutto anche chi tiene un gatto o un cane in casa è come se tenesse un pesce nell'acquario. poi dipende dal cane e dal pesce, noi abbiamo squali di piccole dimensioni e di fondo, o stanziali e li teniamo in vasche grandi. I proprietari della Shark Expo (Monica Montellato e Mauro Rigoni) hanno in previsione di costruire due mega vasche di 15 metri x 10 o più grande per mettere questi squali quando diventeranno più grandi altrimenti li libereremo in mare aperto in zone di riserva marina con applicati dei TAG identificativi per la ricerca scientifica. In parole povere ci rendiamo conto del problema squali negli acquari ma cerchiamo di fare in modo che possano servire all'istruzione nelle scuole, musei, Università, per la ricerca scientifica, e per sensibilizzare l'opinione pubblica, sicuramente molto meglio che andare in giro come fa il 90% del mondo a perdere tempo alle partite di calcio, ubriacarsi il sabato sera, fumare e drogarsi, fregarsene del prossimo ed essere solo capaci di criticare senza cercare di fare nulla di costruttivo...posso solo terminare l'intervista rivolgendomi a quelli che la leggeranno ricordandogli che gli artefici del nostro destino siamo solo noi e nessun altro... se volete conoscere delle cose importanti che fanno parte della nostra storia, venite alla mostra/museo/acquario per rendervene conto di persona.

Verona li, 16 aprile 2005

Riccardo grazie di tutto e in bocca allo squalo: Gianfranco De Muri direttore Radio Adige