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Intervista a
Riccardo Sturla Avogadri fondatore e proprietario di
shark Academy Quando
è nata la Shark Academy?: E' nata per caso da
una mia passione per gli squali che ho avuto sin da
piccolo, quando a 13 anni mio padre mi ha portato a
fare un viaggio all'altro capo del mondo in
Polinesia, e dove ho fatto il bagno con gli squali
nelle isole di Tahiti, Moorea, Bora Bora e nell'altollo
di Rangiroa. Non esiste una data ben precisa della
sua nascita, ho costruito tanti piccoli tasselli che ho
piano piano messo insieme in questi anni.
Ho depositato alla siae nel 2003 le mie scoperte e
studi sulle tecniche di relax sugli squali grigi di
barriera, ho registrato il sito internet nel 2000,
ho registrato il logo presso la camera di commercio
di Ferrara nel 2003, ho fondato la Shark Academy nel
febbraio del 2004 e chiusa nel dicembre del 2006. Al
momento la Shark Academy è il simbolo di ogni
appassionato di squali, e non è necessario essere
soci per farne parte, lo scopo è proteggere gli
squali.
Ma...
il nome da dove nasce?: Il nome nasce da il mio
centro subacqueo in
Sardegna dove ho vissuto per 30 anni sul mare, a
Porto San Paolo in provincia di Olbia (Costa
Smeralda) ero iscritto
all'ESA con il centro sub N°14 e lo avevo chiamato
Dive Safety Academy
(accademia dell'immersione sicura) copiandolo dalla
Flight Safety Academy (accademia del volo sicuro)
dove avevo fatto i corsi di volo nel 1994 e preso il
brevetto per pilota di linea grazie al quale ora
faccio il primo ufficiale in Meridiana.
Successivamente ho cambiato il nome del diving in
Dive Safety & Shark Academy (ricordo ancora
quando mi è venuta l'ispirazione! stavo sulla porta
del centro sub Figarolo durante il mio corso
istruttore E.S.A. e ho urlato al mio istruttore sub: Renato
Romor il nome: Dive Safety & Shark Academy del diving e lui mi ha sorriso ma in
quel momento stava pensando ad altro). Quando ho
chiuso il mio diving e mi sono trasferito sulla base
Meridiana di Verona ho tolto le parole "Dive
Safety" e lasciato Shark Academy (accademia
degli squali), il nome quindi è venuto da solo, mi
piaceva e l'ho lasciato così, le cose più belle
capitano per caso!
Come
riesci a volare e immergerti contemporeanamente?: Non
riesco. Ho dovuto chiedere 7 giorni al mese di part
time a Meridiana e rinunciare a fare il pilota di
linea per mettere al servizio del mondo le mie
capacità e la mia passione per la protezione degli
squali. Ognuno di noi almeno una volta si è chiesto
quale sia il suo destino e cosa ci stia a fare al
mondo. Io me lo sono chiesto più volte, ho sempre
pensato di essere nato per fare qualcosa di
particolare, dovevo solo cercare e trovare cosa!, ho trovato
gli squali e penso che sia questo il mio destino.
Sto piano piano crescendo a vista d'occhio lo
dimostrano i fatti, nonostante "mi tocchi pure
volare". Ritengo che il popolo umano abbia dei
doveri nei confronti del mondo e verso gli animali
che ci vivono, non abbiamo nessun diritto di
distruggere quello che già esisteva prima della
nostra comparsa, invece stiamo rovinando il pianeta!
questo non ha senso! proprio non lo capisco! per
cosa poi non si sa... non vedo un gran futuro per il
popolo umano se continuiamo in questo modo. Io cerco
di fare nel mio piccolo quello che posso, per
difendere una classe di pesci cartilaginei (gli
squali). Il giorno che non ci sarò più, avrò
l'anima in pace per aver almeno tentato e verrò
sicuramente ricordato e spero imitato da molti per
continuare quello che ho iniziato. Ho fatto
veramente delle grandi rinunce e a volte sono state
delle sofferenze, l'aver messo in piedi e radunato
la più grande mostra/museo sugli squali con oggetti
da collezione provenienti da tutto il mondo. Spero a
breve di passare a 15 giorni al mese di part time e
di dedicarmi allo studio e la ricerca scientifica
nel campo squali, magari iscrivendomi in biologia
marina e paleontologia....chissà...
Ho
letto in questi giorni della tua esperienza faccia a
faccia con uno squalo bianco, ce la racconti?: Voglio
rispondere a questa domanda tornando indietro nel
tempo esattamente al 1995, più di 10 anni fa!
quando un bel giorno mentre ero con mia zia (hostess
di volo dell'Alitalia, sono andato a fare un capo
d'anno a Johannesburg) e ho letto la pubblicità su
un giornale locale che per la prima volta al mondo
era possibile andare a vedere gli squali bianchi in
gabbia anche per semplici turisti! Dopo 5 giorni mi
sono recato a Gansbaai in Sud Africa, non avevano
mai visto un'Italiano in vita loro, ho fatto
amicizia con tutto il villaggio di Hermanus e il
posto mi è piaciuto molto, da allora sono tornato
in Sud Africa molte volte ma in questi ultimi anni
andavo sempre a Durban per studiare gli squali toro
e squali tigre, poi un bel giorno in mar rosso sono
stato accusato di non aver mai visto uno squalo
bianco in vita mia! roba da matti mi sono detto!
effettivamente nel 1995 la tecnologia non era come
oggi e fare foto era difficile e anche le persone
che ti portavano in acqua non erano attrezzate.
Quindi ho deciso di dedicare il 2006 all'anno dello
squalo bianco, e ho cominciato a gennaio
dall'Australia andando direttamente a casa di Rodney
Fox (l'uomo che è stato attaccato da uno squalo
bianco anni fa, che ha costruito le gabbie per il
film di Spielberg, per quello di Cousteau, per la
Imax etc. sono andato alle Neptune Island con la sua
barca e mi sono immerso con grossi squali bianchi...
poi sono tornato in Sud Africa a giugno a Seals
Island con Chris Fallows per far saltare gli squali
bianchi con la foca finta e immergermi in acque
libere con squali mako!, mi sono divertito e ho
portato con me altre 6 persone che si sono divertite
da morire, a settembre sono andato in Messico a Isla
Guadalupe dove non ho resistito alla tentazione di
uscire dalla gabbia e mettermi faccia a faccia con
gli squali bianchi, oramai dopo anni e anni di
immersioni con questo pesce, mi sento sicuro di me e
penso di sapere come comportarmi per non
infastidirlo. Durante uno dei miei blitz fuori dalla
gabbia, è capitato che il cibo che si offre per
attirare lo squalo è stato tirato lungo la linea
tra lo squalo il cibo e la mia testa. Lo squalo si
è lanciato per prendere il cibo, ma il ragazzo da
sopra la barca giustamente per evitare che lo
mangiasse lo ha tirato in linea sempre verso di me e
quindi lo squalo bianco, che a quel punto aveva
girato l'occhio all'indietro (i Lamniformi girano
l'occhio) era cieco nella visuale a colori ma non in
quella elettrica del senso delle ampolle del
Lorenzini, portandolo a seguire i campi elettrici,
di conseguenza ha scambiato la mia macchina
fotografica per il pesce appena perso, andando a
mordere di fronte a me! sono riuscito ad andare
all'indietro velocemente e a fare solo 4 scatti
senza che scappasse in quanto ero senza
flash!...meno male altrimenti già dopo il primo
scatto lo squalo bianco avrebbe cambiato direzione.
Sono stato proprio contento dell'accaduto perché mi
ha insegnato nuove cose e ho potuto fare nuove
esperienze. Tutto il servizio con le foto andrà
pubblicato sulla rivista francese "Octopuss"
e su quella italiana "Subaqva"... ma non
finisce qui... ho ancora tante immersioni da fare
con gli squali e sicuramente mi capiteranno altre
avventure... in questi giorni dovrò andare
nell'ultimo punto dove si possono trovare gli squali
bianchi, sto parlando delle Farallon Island (U.S.A.)...
speriamo vada tutto bene...
So
che alla mostra/museo, nel primo giorno di apertura avete
avuto quasi 2000 persone!, non ti dispiace vedere
gli squali nelle vasche?: A dire il vero
moltissimo, mi difendo dicendo "a mali estremi
estremi rimedi", per causa dell'uomo milioni di
squali stanno scomparendo e molte specie si sono già
estinte, ho fatto nascere in cattività almeno 12
squali e ne abbiamo accolti altrettanti da altri
acquari dove erano anche loro a loro volta nati in
cattività, qui almeno sono protetti dalla furia
assassina dell'uomo e vengono seguiti tutti i
giorni. Non ho mai voluto mettere gli squali nelle
vasche, io non mangio pesce, mi danno pure fastidio
i pesci rossi nelle ampolle, ma a questo mondo ci
sono sempre i pro e i contro. I contro, sono che gli
animali andrebbero lasciati al loro destino e
lasciati vivere liberi, se nessuno "tocca nulla", se
il mondo decide che si devono estinguere bisogna
lasciare che sia così. D'altro canto nel momento in
cui forziamo la natura con lo sterminio degli squali
e se nessuno fa nulla, penso sia giusto proteggerli,
e se l'unico modo è quello di farli nascere in
cattività in un ambiente protetto dall'uccisione
dell'uomo, magari fra qualche decina di anni avremo
delle specie fondamentali all'ecosistema ancora vive
grazie alla protezione degli animali avvenuta
all'interno di riserve di caccia, pesca o acquari.
Dopotutto anche chi tiene un gatto o un cane in casa
è come se tenesse un pesce nell'acquario. poi
dipende dal cane e dal pesce, noi abbiamo squali di
piccole dimensioni e di fondo, o stanziali e li
teniamo in vasche grandi. I proprietari della Shark
Expo
(Monica Montellato e Mauro Rigoni) hanno in previsione di costruire
due mega vasche di 15 metri x 10 o più grande per
mettere questi squali quando diventeranno più
grandi altrimenti li libereremo in mare aperto in
zone di riserva marina con applicati dei TAG
identificativi per la ricerca scientifica. In parole
povere ci rendiamo conto del problema squali negli
acquari ma cerchiamo di fare in modo che possano
servire all'istruzione nelle scuole, musei,
Università, per la ricerca scientifica, e per
sensibilizzare l'opinione pubblica, sicuramente
molto meglio che andare in giro come fa il 90% del
mondo a perdere tempo alle partite di calcio,
ubriacarsi il sabato sera, fumare e drogarsi,
fregarsene del prossimo ed essere solo capaci di
criticare senza cercare di fare nulla di
costruttivo...posso solo terminare l'intervista
rivolgendomi a quelli che la leggeranno
ricordandogli che gli artefici del nostro destino
siamo solo noi e nessun altro... se volete conoscere
delle cose importanti che fanno parte della nostra
storia, venite alla mostra/museo/acquario per
rendervene conto di persona.
Riccardo
grazie di tutto e in bocca allo squalo: Gianfranco
De Muri direttore Radio Adige
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