Nascita
delle tecniche di Relax immobility
Leggi
tutto sulla nascita delle tecniche di Shark Pretending
|
Nasce
per caso alle Bahamas una tecnica chiamata Shark
Trance. Il luogo della scoperta situato
nell’isola di Grand Bahama, al
largo di Freeport, 16-20 metri sott’acqua
nel punto d’immersione denominato Shark
Alley. La
scoperta risale circa nell’estate dell’anno
2000 quando durante un corso di feeding, un istruttore
di sub per bloccare un
grosso squalo dell’ordine carcharhiniforme
“carcharhinus perezi”
detto
anche squalo grigio di barriera dei Caraibi,
gli mise una mano sul muso, e si accorse che lo squalo andava
in uno stato di rilassamento, appoggiandosi
sul fondo di sabbia!! Altri tentativi vennero
fatti successivamente, con l’intenzione di
“addormentare” nuovamente questi squali,
cercando di capire se era stato solo un caso,
oppure se effettivamente poteva esistere
un modo per portare in stato di Trance gli squali.
|
|
Purtroppo
non sempre si riusciva, bisognava fare
molte prove e la scuola era concentrata
nel lavoro di business e non di ricerca…
nell’estate del 2001 mi recai di proposito
per iniziare il corso di Shark feeding
con la maglia in acciaio, e cercare
di studiare più a fondo le tecniche di
Relax,
rimasi qualche giorno, ma inizialmente
era più importante imparare ad usare
la tecnica del feeding, imparare a
controllare l’assetto della muta, ed
abituarsi alla moltitudine di squali
che mi giravano attorno! Il mio ingresso
al corso fu accettato in quanto istruttore
di sub da molti anni, e presentando
i certificati di corsi precedenti di
feeding presso l’acquario di città del
capo,foto
di immersioni dentro le gabbie fatte qualche
anno prima mentre nutrivo grossi squali bianchi
e filmati di feeding fatti nel 1992 fatti
in Corsica per nutrire grosse cernie,che
hanno anche se non sembra, grossi denti... |

|
|
|
Continuai
il corso l’anno dopo nel 2002 e finalmente
cominciai a mettere in "Trance"
(cambiai poi il nome in Relax immobility) alcuni squali
(vedi le foto),
riuscii pure a baciarne uno dopo averlo “addormentato”,
ma la soddisfazione più grande fu quando
capii che si poteva mettere a punto una tecnica
ben precisa per decidere quali squali addormentare
per riuscire a togliergli di bocca grossi
ami che alcuni di essi si portavano dietro,
ed in alcuni casi con ancora attaccata la
lenza.Ma soprattutto si poteva in questo
modo addormentare grossi squali, per riuscire
a fargli prelievi di sangue senza essere
costretti a catturarli, o addirittura tentare
di portarli verso la Tonic immobility, tecnica
scoperta negli USA che consente di tenere
solo squali piccoli in uno stato di totale
immobilità se messi a testa in giù. Piano
piano si stava creando da sola un’atmosfera
familiare sembrava quasi che gli squali mi
riconoscessero quando mi passavano vicino,
se a volte fingevo di dargli il pesce, se
ne accorgevano benissimo, non è vero che
gli squali sono ciechi, anzi, ci vedono molto
bene!E’ stato pure dimostrato che alcuni
di essi riescono persino a vedere a colori,
in quanto possiedono sia i coni che i bastoncelli.Il
2003 è stato senza dubbio l’anno delle svolte,
dopo avere acquisito la tecnica di Relax,
tornai più volte alle Bahamas per perfezionarla
e per stabilire delle regole e delle
tecniche (pretending)
che mi permettessero
di riuscire ad addormentarli con più facilità,
e di capire cosa stimolava questa sonnolenza
e perdita di forze.La sensazione è che a
volte siano loro stessi nel venirmi a cercare
per farsi addormentare. Molte
persone che sulla carta si limitano
a criticare il lavoro del subacqueo, senza rendersi
conto che non basta
studiare sui libri e conoscere i fondamenti
della biologia marina, ma che bisognerebbe
pure avere |
|

|
un contatto diretto con
l’essere che si sta cercando di studiare
e di conoscere a fondo! Le critiche
si accettano solo da chi ha provato
a stare a stretto contatto con decine
di squali, “beccandosi”
decine di morsi e scodate, a volte
voluti per diversi tipi di test, ma
spesso accidentali e imprevisti, che
hanno portato a fratture delle mani,
contusioni e tagli profondi con necessaria
cucitura!(sono
pure riuscito a rompermi un timpano
nel tentativo di attirare degli squali
in
zone nei pressi di una grotta).Tutto
per che cosa?non per denaro, ne per la gloria,
ma per il puro desiderio di rendersi utili
in un qualche cosa che serva all’umanità e
soprattutto all’ambiente marino e dimostrare
che gli squali anche se non sono mammiferi
non sono neppure la classica specie di pesci,
li considero una specie molto intelligente
che vive la sua vita in maniera tranquilla,
e che come noi esseri umani si scatena solo
se minacciata. |
|
|
|
|
Chi
può capire cosa significa togliere
un amo di bocca ad uno squalo, per
poi rivederselo all’improvviso tra
le braccia come se mi stesse ringraziando…
Dopotutto l’unica cosa che ci spaventa
sono solo i loro denti, che tra l’altro
sono appoggiati sulla mascella e la
mandibola, pensate
che ogni volta che mangiano o mordono
ne perdono sempre alcuni, non è nel
loro interesse mordere duramente, solo
per il gusto di farlo, ma per nutrirsi,
e fortunatamente nessun essere umano è nell’alimentazione
di nessuna specie di squali…Se
fosse veramente vero come si sente in alcuni
documentari, vi posso garantire che non sarebbe
possibile nemmeno mettere i piedi in acqua! |

|
|
|
Tornando
alla Relax Immobility, (questo è il nome
che ho
deciso di dargli), permette di addormentare
squali di grosse dimensioni il tutto, per
fargli prelievi di sangue, togliergli ami
di bocca, attaccare/togliere i tag
identificativi, controllare
la respirazione, controllare il corretto
flusso dell’acqua nelle narici, o togliere
i parassiti
che hanno attaccati al corpo, e molte altre
applicazioni, come ad esempio avere il tempo
di indicare e mostrare chiaramente le parti
di uno squalo in diretta, davanti una “classe”
di
studenti che segue i corsi per i brevetti di
Shark Awareness o Shark Expert...tutto ciò verrà a
breve indicato in una pubblicazione ufficiale. Verranno anche indicate
le tecniche per passare dalla Relax immobility
alla Tonic immobility. Speriamo di aver suscitato
il vostro interesse, nel voler sapere esattamente
la vera storia degli squali, non quella raccontata
dai media, non quella per sentito dire, o di
chi è stato morso accidentalmente, ma quella di chi ci vive insieme
di chi li capisce e di chi li ama…Un
grazie a tutto il Team per il contributo che dà
ogni giorno, fornendo informazioni, foto,
video, documenti, statistiche, libri, articoli,
tempo, denaro, impegno… (nelle foto
Riccardo con la maglia in acciaio)
|
Riccardo
Sturla Avogadri presidente
della Shark
Academy-onlus
|
|